VOX·ARIA: una web radio costruita e programmata con l'IA
Un'unica intelligenza artificiale che copre ogni passaggio di una radio: scrive i testi, li adatta in audio, genera le voci, le sigle e la musica, monta le puntate, costruisce il palinsesto, produce i podcast, li pubblica e li porta sui social in audio e video. È VOX·ARIA, che trasmette musica e programmi parlati 24 ore su 24 in italiano, inglese e francese, senza una regia umana che segua la diretta.

Cosa va in onda
La radio ha due anime. La prima è il canale musicale, sempre attivo: un montaggio di ventiquattro ore composto da quarantotto blocchi da mezz'ora, con la sigla di stazione che a ogni mezz'ora cambia lingua. La musica è prodotta con modelli generativi e ogni brano è schedato con genere, motore usato e approvazione.
La seconda anima sono i programmi narrativi: quattro filoni — sintesi letterarie, avventure fantasy, gialli, racconti per adulti — ciascuno nelle tre lingue e inserito nel palinsesto in fasce fisse.
Come nasce una puntata
Ogni passaggio usa lo strumento meno costoso che regge il compito.
- Testo: i copioni sono scritti con un modello linguistico di fascia alta. La revisione passa prima da un modello che gira sul computer di casa, che non costa nulla, e sale al cloud solo se il primo segnala un problema.
- Voce: per mesi le puntate sono state registrate con un servizio in cloud. Da agosto 2026 si usa un motore installato in locale, per il motivo spiegato più sotto.
- Controllo di fedeltà: l'audio viene ritrascritto automaticamente e confrontato con il copione. Sotto una certa corrispondenza la puntata non passa.
- Respiro e pause: il ritmo del parlato non è affidato al modello, ma a un sistema a regole che inserisce le pause con silenzio di sala vero, a costo zero.
- Montaggio: dissolvenze, unione dei pezzi e normalizzazione del volume eseguita in due passate invece di una, perché in una sola il volume deriva lungo le ventiquattro ore.
- Palinsesto: la fonte di verità è un foglio di calcolo. Il file che la radio legge si rigenera sempre da lì, mai a mano, così non esistono due versioni della programmazione.
La messa in onda
La trasmissione gira su un piccolo computer dedicato, acceso in permanenza, con il software di automazione radiofonica e uno script a orologio che inserisce i programmi nelle fasce previste. Lo stream esce attraverso un tunnel cifrato: sul router non si apre nessuna porta. Sul sito il lettore audio chiede ogni quindici secondi cosa sta suonando, e lo stesso flusso va in diretta su YouTube.
I programmi diventano anche podcast: dodici canali di pubblicazione, quattro programmi per tre lingue, iscritti ad Apple Podcasts e a Spotify.
Come si tiene in piedi da sola
Nessuno guarda la radio di notte: il sistema si sorveglia da sé, su più livelli.
- Un pilota controlla ogni minuto le cose da fare ed esegue quelle mature.
- Un guardiano ogni tre minuti verifica che i cinque servizi principali siano vivi e li riavvia se sono caduti.
- Una sentinella esterna ogni dieci minuti guarda la radio da fuori, come un ascoltatore: lo stream risponde? il brano cambia? il trasmettitore è acceso?
- Ogni notte alle 4:30 gira un controllo di salute; se trova rosso, avvia da solo le riparazioni per i guasti già conosciuti.
- Gli avvisi arrivano su Telegram, compresa la richiesta di autorizzazione quando un'operazione costa denaro.
Una regola vale più degli strumenti: un guasto si considera chiuso solo quando esiste una prova automatica che fallisce sul caso rotto e passa su quello sano. Senza quella prova resta aperto, anche se sembra risolto. Tre guasti veri hanno insegnato il metodo.
Il controllo dei costi
È la parte che decide se un sistema del genere sta in piedi. Il servizio di sintesi vocale in cloud dava ottima qualità, ma il costo della prima settimana equivaleva a più di un abbonamento mensile intero e ogni puntata richiedeva un'autorizzazione di spesa: era l'ostacolo principale all'automazione. Il motore locale ha cambiato ordine di grandezza: tredici puntate arretrate, che in cloud avrebbero richiesto una spesa fuori scala, sono uscite in una notte di calcolo a costo di sola corrente.
Per arrivarci è servito risolvere un problema di memoria: la scheda grafica non regge il formato numerico del modello e lo emula, molto più lentamente. Cambiando formato e spezzando la sintesi frase per frase, la memoria occupata è scesa sotto il limite della scheda e la velocità è passata da circa diciotto volte più lenta del tempo reale a poco meno del doppio.
Anche il consumo dei modelli linguistici ha un tetto settimanale: ogni lunedì un controllo automatico misura la spesa reale e avvisa se si è fuori.
Risultato: il canale musicale è pubblico dal 25 giugno 2026, il primo programma parlato è andato in onda il 5 agosto 2026, e da allora la radio trasmette senza nessuno in regia. Portare l'IA oltre il prototipo significa questo: tenere sotto controllo la spesa dei modelli e funzionare in modo affidabile giorno e notte.