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AI Act: cosa deve fare un'impresa che usa l'IA

Il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale non riguarda solo chi sviluppa IA. Riguarda anche chi la usa: l'azienda che scrive email con ChatGPT, riassume documenti con Copilot o risponde ai clienti con un chatbot.

Le regole in breve

  • Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act): in vigore dal 1° agosto 2024, si applica per gradi.
  • Regolamento (UE) 2026/1744 ("Digital Omnibus"): in vigore dal 27 luglio 2026, ha semplificato alcune regole e spostato alcune scadenze.
  • Legge italiana sull'IA (L. 132/2025): affianca il regolamento europeo con le disposizioni nazionali.

Le scadenze AI Act che contano: 2025-2027

DataCosa si applica
2 febbraio 2025Alfabetizzazione all'IA del personale (art. 4) e divieto delle pratiche di IA vietate (art. 5).
2 agosto 2025Regole per i modelli di IA per finalità generali (chi sviluppa i grandi modelli).
2 agosto 2026Obblighi di trasparenza: chatbot e contenuti generati dall'IA vanno dichiarati. Le autorità nazionali hanno pieni poteri di controllo e sanzione.
2 dicembre 2027Obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III, come quelli usati per la selezione del personale o la valutazione del credito. La scadenza originaria del 2 agosto 2026 è stata rinviata dal Digital Omnibus.

Articolo 4 dell'AI Act: l'obbligo di formare chi usa l'IA

Chi fornisce o usa sistemi di IA deve adottare misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione all'IA del personale e di chi usa quei sistemi per suo conto, tenendo conto di:

  • competenze tecniche;
  • esperienza;
  • istruzione;
  • contesto d'uso.

Con il Digital Omnibus la formula è diventata un obbligo di impegno: non si deve garantire un livello preciso di competenza di ogni persona, ma si devono prendere misure concrete, adatte ai ruoli e documentabili.

La norma non prevede un certificato ufficiale. Proprio per questo conviene poter dimostrare cosa si è fatto. In pratica:

  1. fare l'inventario degli strumenti di IA usati in azienda, compresi quelli usati "di nascosto" dai dipendenti;
  2. stabilire chi li usa e per cosa;
  3. organizzare una formazione adatta ai ruoli, con programma, presenze e verifica;
  4. adottare una policy interna sull'uso dell'IA: cosa si può fare, cosa no, quali dati non vanno mai inseriti;
  5. aggiornare formazione e policy quando cambiano gli strumenti.

Pratiche di IA vietate: cosa non si può fare, mai

L'articolo 5 vieta dal 2025 alcune pratiche:

  • manipolare le persone con tecniche subliminali;
  • sfruttarne le vulnerabilità;
  • attribuire punteggi sociali;
  • riconoscere le emozioni sul luogo di lavoro, salvo motivi medici o di sicurezza.

Un corso di alfabetizzazione serve anche a riconoscere questi casi.

Formazione AI Act per il personale: come posso aiutarti

  • Formazione AI Act per il personale, su misura dei ruoli, con documentazione completa: programma, registro presenze, test e attestato.
  • Policy aziendale sull'uso dell'IA, scritta insieme a te a partire dagli strumenti che usate davvero.
  • Inventario e verifica degli strumenti di IA in uso, con la loro classificazione rispetto al regolamento.

Domande frequenti sull'AI Act

L'AI Act riguarda anche chi usa l'IA, o solo chi la sviluppa?

Riguarda entrambi. Il Regolamento distingue fra chi fornisce sistemi di IA e chi li utilizza (il «deployer»), e l'articolo 4 sull'alfabetizzazione si applica a tutti e due. Se in azienda qualcuno usa ChatGPT, Copilot, Gemini o Claude per lavorare, l'obbligo riguarda anche quell'azienda.

Da quando è in vigore l'obbligo di formare il personale?

Dal 2 febbraio 2025. Dal 2 agosto 2026 le autorità nazionali hanno pieni poteri di controllo e sanzione, quindi da quella data la verifica diventa concreta.

Serve un attestato riconosciuto?

No, la norma non prevede né una certificazione ufficiale né un numero minimo di ore. Chiede misure adeguate ai ruoli e al contesto d'uso. Proprio perché non c'è uno standard, conviene poter dimostrare cosa si è fatto: programma del corso, registro delle presenze, verifica finale e policy interna sull'uso dell'IA.

Il Digital Omnibus ha cancellato l'obbligo?

No, lo ha riformulato. Il Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, ha sostituito il «garantire un livello sufficiente» di competenza con l'«adottare misure per sostenere lo sviluppo» dell'alfabetizzazione: resta un obbligo, ma di mezzi e non di risultato. Ha invece rinviato al 2 dicembre 2027 gli obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III.

Quanto dura una formazione AI Act per il personale?

Dipende dai ruoli e dagli strumenti in uso. Per un ufficio che usa assistenti generativi per email e documenti bastano in genere 4-8 ore; dove l'IA entra in processi delicati, come selezione del personale, valutazione del credito o trattamento di dati sensibili, serve un percorso più lungo e una policy scritta.

Basta un corso una volta sola?

No. Gli strumenti cambiano in fretta: quando si introduce un nuovo sistema di IA, o cambiano i ruoli di chi lo usa, formazione e policy vanno aggiornate. È uno dei punti su cui un controllo guarda volentieri.

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Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale. Aggiornata a settembre 2026.